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TRAPANI

 

città della Sicilia, capol. della provincia omonima: comune di 271,92 km2 con 69.881 ab. (stima 1996). È situata a 3 m s.m. sulla costa nord-occid. della Sicilia, dirimpetto all'arcipelago delle Isole Egadi, in parte su una stretta penisoletta protesa nel mare verso l'is. di Levanzo, in parte sul suo immediato retroterra pianeggiante, fino a raggiungere le falde del m. Erice. Il nucleo più antico (Casalicchio) sorge nella sezione centrale della penisola e ha per assi viari principali gli odierni corso Italia e via Garibaldi; a esso si affiancò verso W, in età medievale, un altro quartiere detto Palazzo, il cui asse è costituito dall'odierno corso Vittorio Emanuele. Nella seconda metà del sec. XVIII ebbe inizio la fase di accrescimento edilizio verso l'entroterra con la costruzione di un quartiere dalla struttura regolare a scacchiera, il cui asse è rappresentato dalla lunga via Fardella, orientata in direzione W-E. La successiva espansione edilizia ebbe luogo nella stessa direzione fino alla base del m. Erice e inoltre sia verso N sia verso S, parallelamente alla costa, ma a una certa distanza dal mare. La piatta zona costiera a E ed a S del porto era stata intanto bonificata e vi erano state realizzate delle saline (oggi ormai in gran parte abbandonate). Discretamente vitale è l'attività peschereccia, anche se il polo di gran lunga più attivo nella prov. e in tutta la Sicilia è Mazara del Vallo (compartimento marittimo staccatosi da quello di T. nel 1977). Il porto di T., il maggiore scalo della Sicilia occid. dopo Palermo, risente senza dubbio della crisi delle tradizionali funzioni economico-marinare della città; da alcuni anni ha intensificato le funzioni di scalo per le vicine isole Egadi e, soprattutto, per Favignana, dove intenso è l'afflusso turistico estivo. Il settore industriale ha proporzioni modeste: si incentra in aziende per lo più di piccole dimensioni, operanti nei settori enologico, alimentare e tessile e in quello della lavorazione del marmo. La città è sede vescovile.

      STORIA

Drépanon per i Greci a causa della sua forma falcata, fu villaggio dei Sicani, dipendente da Erice. Base navale e piazzaforte cartaginese, fu occupata dai Romani dopo la vittoria alle Isole Egadi (241 a. C.). A essi fu strappata dai Vandali (440 d. C.). Ceduta con tutta la Sicilia a Odoacre (477), appartenne di diritto all'Impero romano d'Oriente fino all'occupazione araba (ca. 830). Il porto, dopo la conquista normanna (1077) divenne un centro di traffici molto attivo. Passata agli Angioini, partecipò ai Vespri Siciliani (1282). Coinvolta nelle lotte tra Angioini e Aragonesi, fu teatro di battaglie e di assedi. Raggiunse il massimo dello splendore nel sec. XIV e iniziò a decadere verso la fine del sec. XVI. Partecipò ai moti del 1820-21, del 1848 e nel 1860 scacciò i borbonici prima dell'arrivo dei garibaldini. Subì gravi danni nella II guerra mondiale.

      ARCHITETTURA E ARTE

La città è di aspetto prevalentemente moderno, con un nucleo antico nella parte occidentale. Corso Vittorio Emanuele, la via principale della città vecchia, è fiancheggiato da edifici barocchi, mentre al sec. XVI risale la

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bella chiesa di S. Maria del Gesù, che conserva all'interno una terracotta di A. Della Robbia. Il maggior monumento cittadino è il santuario dell'Annunziata; costruito dal 1315 al 1332, ma rifatto nel 1760, conserva l'originaria facciata gotica, con uno splendido rosone. All'interno, fitto di ricche cappelle, si trovano numerose opere d'arte fra cui una Madonna col Bambino di Nino Pisano o della sua bottega. L'ex convento dell'Annunziata ospita il Museo Nazionale Pepoli, con raccolte di archeologia, pittura (S. Francesco riceve le stimmate del Tiziano; S. Francesco adorante il Crocefisso di L. Carracci), scultura (S. Giacomo Maggiore di A. Gagini) e arti minori.

      LA PROVINCIA

La provincia di T. (24 comuni; 2460 km2; 435.057 ab.), che comprende interamente l'arcipelago delle Isole Egadi e Pantelleria, occupa l'intera cuspide occid. della Sicilia; si affaccia al Mar Tirreno a N e al Mare di Sicilia a S ed è limitata all'interno dalle prov. di Palermo e di Agrigento. Il territorio è costituito da una successione monotona di ondulazioni collinari, formate per lo più da rocce marnose e argillose del Miocene e Pliocene, alle quali si alternano nella sezione sett. della provincia potenti banchi di calcari dando luogo a rilievi più aspri ed elevati; fra questi è il m. Sparagio (1110 m). La costa si presenta articolata in alcune insenature a N e a W, fra le quali i golfi di Castellammare, del Cofano e di Bonagia, mentre più a S è piatta, rettilinea e orlata di una fascia pianeggiante d'origine alluvionale. Il clima ha caratteri spiccatamente mediterranei con estati calde e asciutte, ma mitigate dai venti marini, e inverni miti e piovosi. Le precipitazioni, limitate per lo più ai mesi invernali, sono piuttosto moderate sulla fascia costiera e sui primi rilievi, più abbondanti ma mai copiose sui rilievi più elevati dell'interno. I corsi d'acqua hanno portate molto irregolari e regime tipicamente torrentizio; fra i principali sono il Belice, che scorre per lungo tratto al confine con la prov. di Agrigento, il Delia, il Nazaro e il Bordino. La popolazione della prov., che in passato aveva accusato significativi decrementi, è in costante progresso grazie soprattutto al saldo positivo del movimento demografico naturale e all'immigrazione di ritorno. I centri principali, dopo il capol., sono Marsala, Mazara del Vallo, Alcamo, Castelvetrano, Erice, Paceco, Castellammare del Golfo, Salemi, Partanna e Campobello di Mazara. I principali prodotti agricoli sono l'uva da vino e da tavola, gli agrumi (arance e limoni), le mandorle, le mele, i cereali e gli ortaggi; la pesca ha le sue basi maggiori nei portidi Trapani e di Mazara del Vallo. L'industria è presente con impianti modesti nei settori vinicolo e alimentare in genere, conserviero (del pesce) ed estrattivo (marmi, salmarino). Alla formazione del reddito contribuisce anche il turismo, specialmente nei maggiori centri costieri, nelle Egadi e a Pantelleria.

      Battaglia navale di Trapani

Combattuta nel 249 a. C. tra la flotta cartaginese e quella romana. I Romani subirono la prima e l'unica grande sconfitta sul mare nella I guerra punica.

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