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Ragusa

 

 

città della Sicilia,  capol. della provincia omonima, situata a 502 m s.m. sul versante merid. dei Monti Iblei, in posizione dominante alla destra della profonda valle percorsa dal f. Irminio; comune di 442,46 km2 con 69.253 abitanti (stima 1996). La maggioranza della popolazione attiva è occupata nel settore secondario, il resto nel commercio e nei servizi, mentre sempre meno numerosi sono gli attivi nel settore primario. Durante gli anni Cinquanta, pochi chilometri a S della città e alla profondità di quasi 2000 m, venne scoperto un giacimento petrolifero che alimentò grandi speranze di sviluppo e di industrializzazione, ma dopo aver raggiunto una produzione massima di 1,5 milioni di t il giacimento si è lentamente esaurito. A sostegno della locale industria petrolifera è entrata in funzione, nel 1987, al largo della costa ragusana, una grande piattaforma, la Vega A, e a 30 km dalla città, nel centro di Pozzallo è entrato in funzione un megascalo di grande importanza per l'economia di tutta la provincia. Oltre agli stabilimenti petrolchimici e agli impianti che lavorano i materiali estratti dalle miniere di asfalto, l'apparato produttivo conta un certo numero di industrie di media e piccola dimensione, operanti in campo alimentare (aziende dolciarie, enologiche, casearie, conserviere, mangimifici, oleifici, pastifici, ecc.). Il borgopeschereccio di Marina di Ragusa, situato ai limiti dell'area comunale, è divenuto un vero e proprio centro satellite che svolge diverse funzioni e non più soltanto quelle connesse con il turismo estivo. La città è sede vescovile.

       STORIA

Fondata probabilmente nel sec. VIII da Ragusei della Dalmazia sul luogo dell'antica Ibla Erea, R. divenne castello bizantino e nell'848 fu espugnata dagli Arabi. Non ebbe vicende di particolare rilievo: nel 1091 Ruggero I di Altavilla ne fece la sede di una contea che Manfredi Chiaramonte unì poi a Modica e che successivamente divenne possesso degli Enriquez e dei Sylva-Mendoza. Danneggiata da un terremoto nel 1542 e semidistrutta da un secondo nel 1693, nel 1865 si divise nei comuni di R. Superiore e R. Inferiore, detti poi R. e Ibla, riunificati nel 1926.

      ARTE

La città è formata da due zone divise da un avvallamento superato da una grande scalinata: R. Ibla o Inferiore, dal tracciato medievale con strade strette e tortuose ma di aspetto settecentesco dovuto alla sua quasi totale ricostruzione dopo il gravissimo terremoto del 1693, e R. Superiore, con regolare pianta a scacchiera e aspetto moderno, che va estendendosi verso W e S in seguito al notevole incremento industriale e quindi urbanistico del secondo dopoguerra. I maggiori monumenti cittadini sono la cattedrale settecentesca e la chiesa di S. Giorgio (1738-75), di scenografico gusto barocco, con facciata a tre ordini preceduta da ampia scalinata. Al 1820 risale il neoclassico ponte dei Cappuccini.

      LA PROVINCIA DI RAGUSA

La provincia di R. (12 comuni; 1614 km2; 298.290 ab.), la meno estesa e una delle meno popolose dell'isola, si affaccia al Mare di Sicilia a W e a Sud ed è limitata all'interno dalle provincia di Caltanissetta, Catania e Siracusa. Il territorio, che costituisce il settore sud-occid. dei Monti Iblei, è prevalentemente collinare, con rilievi costituiti da calcari miocenici, conglomerati pliocenici e tufi vulcanici culminanti a 975 m, massima elevazione della provincia. Numerose e pittoresche gole incidono profondamente i versanti e sono percorse da corsi d'acqua dal regime spiccatamente torrentizio con piene impetuose nel periodo invernale, più piovoso, e lunghi periodi di magra, accentuata particolarmente nei mesi estivi. Il clima è tipicamente mediterraneo, con estati calde e asciutte e inverni freschi e piovosi. Il numero degli abitanti della provincia ha fatto registrare negli ultimi decenni un leggero incremento, dovuto al fatto che il saldo del movimento demografico naturale è nettamente positivo e tale quindi da compensare le perdite demografiche dovute all'emigrazione verso altre province di numerose forze di lavoro. I centri principali, dopo il capol., sono Vittoria, Comiso, Modica, Scicli, Ispica e Pozzallo. L'economia provinciale, nonostante le risorse del sottosuolo, che dà in buona quantità asfalto e in misura notevolmente minore petrolio, è ancora piuttosto povera. Di scarso rilievo le attività commerciali e quelle connesse con il turismo e ancora allo stadio iniziale di sviluppo l'industria, attiva praticamente solo nel settore estrattivo e con impianti di medie ma soprattutto di piccole dimensioni anche nei settori chimico, alimentare, tessile e dei materiali da costruzione. L'agricoltura è tuttora la risorsa fondamentale dell'economia provinciale: i prodotti principali sono gli ortaggi, la frutta, l'uva da vino e da tavola, gli agrumi, le carrube e i foraggi, che danno vita a un discreto allevamento bovino, suino e avicolo; sviluppate sono invece le attività artigianali.

                                        

 

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