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IL MONDO DI THARROS Hallo! 

 


Enna

 

 città della Sicilia, capol. della prov. omonima: comune di 357,18 km2 con 28.439 ab. (stima 1996); situata a 931 m s.m. nella sezione centrale dei m. Erei, quasi al centro dell'isola, è il più elevato tra i capoluoghi di provincia italiani. L'abitato si stende con planimetria triangolare sulla sommità di un rilievo montuoso a dominio di una regione vastissima; tale posizione topografica, che in passato conferì alla città il ruolo di importante roccaforte militare, ne ostacola oggi il normale sviluppo economico. Infatti, benché sia posta all'interno dell'isola in posizione baricentrica tra gli altri poli urbani regionali e collegata tramite autostrade a Palermo, Catania e Agrigento, la città ancora oggi – al di là delle funzioni più squisitamente amministrative e terziarie – non riesce a esprimere capacità di attrazione e di coordinamento nei confronti del territorio circostante. Lo sfruttamento del sottosuolo, da cui si estraggono zolfo e sali potassici, dopo essere stato per tanto tempo una delle attività economiche più fiorenti di E. e dell'area degli Erei nel suo complesso, attraversa una grave crisi con un notevole calo della produzione. Più sensibile è il declino dell'industria zolfifera, mentre si hanno migliori prospettive per i sali potassici grazie alla crescente richiesta isolana di fertilizzanti. Per il resto, la struttura industriale è ancora poco diversificata (settori alimentare, metalmeccanico e del mobilio) e basata in massima parte su piccole imprese artigiane. Redditi medi poco elevati producono anche l'agricoltura (frumento, ortaggi, frutta e foraggi), l'allevamento (bovini, equini, suini) e il commercio del bestiame e dei prodotti agricoli. In espansione il movimento turistico. Fino al 1927 si chiamò Castrogiovanni.

      STORIA

Di origine sicula, già nel sec. VII o VI a. C. venne in contatto con i Greci residenti a Gela e a Siracusa, ospitò un tempio dedicato a Cerere e nel sec. V a. C. iniziò a battere moneta di tipo greco. Alleata ora ad Agrigento, ora a Siracusa, nel 397 a. C. cadde sotto la tirannia di Dionisio I e nel 307 sotto quella di Agatocle. Durante la I guerra punica fu presa prima da Amilcare (259 a. C.) e poi dai Romani (258 a. C.) che, nella II guerra punica, temendo la defezione della città, vi operarono, per ordine del prefetto Lucio Pinario, un'orribile strage (214 a. C.). Solo nel 135 a. C. E. osò di nuovo ribellarsi ai Romani, appoggiando la guerra servile dello schiavo Euno, ma Publio Rupilio la riconquistò dopo due anni di assedio (133-132 a. C.). Decaduta in età imperiale, la città divenne poi la più importante fortezza dei Bizantini; il saraceno !Abbas ibn Fadl, dopo vani assedi, nell'859 se ne impossessò e la denominò Qasr Yani (Castrogiovanni). Nel 1314 Federico II d'Aragona vi trasferì la propria residenza estiva e vi si fece incoronare re di Trinacria. Nel 1324 e nel 1459 vi fu riunito il Parlamento Siciliano. E., che raggiunse il massimo splendore nel sec. XVII, partecipò attivamente ai moti del 1848 e del 1860.


Divenuta capoluogo di provincia (6 dicembre 1926) e riassunto l'antico nome di E., fu gravemente bombardata durante la II guerra mondiale (11-14 luglio 1943).

      

      URBANISTICA E ARTE

Situata in posizione spettacolare, delimitata a E dal Castello di Lombardia e a W dalla Torre di Federico II d'Aragona, la città è innervata da due arterie principali: via Roma, tortuosa e irregolare, che segue la forma triangolare della città dall'estremità orient. a quella occid.; e via Pergusa, ortogonale alla prima. Al duomo, gotico del Trecento (interno a tre navate, tre absidi poligonali), fu rifatta nel Cinquecento la fronte a portico sormontato dalla torre campanaria; numerosi campanili di chiese (S. Tommaso, S. Francesco, S. Giovanni) e edifici civili (palazzo Pollicarini) riflettono lo stile gotico catalano del sec. XV. Barocche sono invece le chiese di S. Benedetto, di S. Chiara, delle Anime Sante. Il grandioso complesso del Castello di Lombardia, formato da parti di epoca diversa (bizantine, normanne, sveve, aragonesi), presenta una cortina irregolare in parte smantellata, con sei delle venti torri originarie, tre cortili e i resti dell'abitazione di Federico III d'Aragona. Il museo Alessi, presso il duomo, conserva materiale archeologico greco e romano, dipinti medievali (tra cui un trittico bizantino) e il Tesoro del duomo.

      LA PROVINCIA

La provincia di E. (20 comuni; 2562 km2; 185.283 ab.) è caratterizzata da una progressiva caduta del ritmo di crescita, che ha determinato una compromissione strutturale in termini di invecchiamento della popolazione e, di conseguenza, una diminuzione della forza lavoro. Si estende nella parte centrale dell'isola ed è l'unica provincia siciliana a non affacciarsi al mare: confina con le province di Messina, Catania, Caltanissetta e Palermo. Morfologicamente si presenta come una successione ininterrotta di rilievi montuosi e collinari dalle forme quasi sempre dolci e arrotondate per l'intensa azione erosiva degli agenti meteorici. La catena dei m. Erei è quasi interamente compresa nell'ambito del territorio provinciale; essa si allunga da NW a SE, raggiungendo nel m. Altesina i 1192 m, ed è diffusamente interessata da fenomeni carsici. L'uniformità del paesaggio è ravvivata da numerosi corsi d'acqua dal regime torrentizio, che confluiscono nel Simeto, tributando al Mar Ionio, o scendono a S ad alimentare il Salso e il Gela. Il l. di Pergusa, presso E., è di origine carsica; di sbarramento artificiale sono invece i l. Ancipa, Nicoletti, dell'Ogliastro e di Pozzillo. Il clima presenta marcate caratteristiche di continentalità: gli inverni sono assai freddi, le estati caldissime; le precipitazioni, piuttosto cospicue, sono però concentrate nei mesi invernali e hanno quindi scarsa utilità ai fini agricoli. L'agricoltura, che dà in prevalenza cereali, agrumi, olive e uva da vino, è afflitta da una crisi cronica dovuta a una serie complessa di fattori negativi, fra i quali lo scarso rendimento dei terreni agrari e l'eccessivo frazionamento dei fondi, che danno redditi inadeguati. Modesto è il patrimonio bovino. L'industria è presente principalmente nel settore estrattivo (sali potassici, metano e salgemma), che sta però attraversando un lungo periodo di crisi, e in quello alimentare; altri impianti industriali operano nei settori chimico, del legno e dei fiammiferi. Il turismo è fortemente ostacolato dall'insufficienza delle vie di comunicazione e dall'inadeguatezza delle attrezzature alberghiere. In questo quadro economico si inserisce il fenomeno dell'emigrazione, che per le forze di lavoro più giovani e intraprendenti si presenta spesso come la soluzione più accettabile; ma la flessione demografica in atto da tempo contribuisce ulteriormente ad aggravare la crisi dell'economia della provincia. I centri principali, oltre al capol., sono Leonforte, Nicosia, Piazza Armerina e Barrafranca.

 

 

 

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